FONTI D’ISPIRAZIONE: approfondimento del romanzo “Gli invisibili. il segreto di misty bay”

La ragione principale per cui scrivo, è tentare di ricreare in me, e in un eventuale lettore, le forti sensazioni provate da ragazzo, quando m’imbattei in certi classici del cinema e del fumetto: dagli horror della Universal a quelli della Hammer, da Il segno di Zorro, L’isola Misteriosa, Viaggio al centro della Terra a sceneggiati come Il segno del comando, Belfagor il fantasma del Louvre, Sandokan e ai telefilm di Ufo e Agente speciale. A questo elenco vanno poi aggiunti i fumetti del mago Mandrake, L’Uomo Mascherato, il Topolino degli Anni 30 e 40, Asterix, Zagor di Guido Nolitta, i supereroi della Marvel e un po’ di Batman degli Anni ‘60. Come si vede, da ragazzo non ero un grande divoratore di libri, e forse non lo sarei neppure diventato, se intorno ai 14 anni non avessi incontrato romanzi come Dracula (che mi convinsi a leggere grazie al film Dracula il vampiro, che mi aveva tanto terrorizzato) e Il buio oltre la siepe.

Il segreto di Misty Bay nacque appunto dalla lettura de Il buio oltre la siepe di Harper Lee, di It Stephen King,  de Il popolo dell’autunno di Ray Bradbury e di Sandman di Neil Gaiman.

Buio it stephen king
Popolo sandman-silver1

In particolare, leggere IT mi appassionò così tanto, che dentro di me, a poco a poco, cominciò a farsi strada il desiderio quasi incontenibile di riscrivere la storia, raccontandola a modo mio. Lo stile narrativo di King mi piaceva, ma a volte mi sembrava troppo “popolare”; quello di Ray Bradbury mi piaceva altrettanto, anche se lo trovavo un po’ troppo poetico e ridondante… Riflettei che, se fosse esistito un autore in grado di coniugare i due stili, sarebbe stato uno scrittore perfetto. Da quello a iniziare a fantasticare che quell’autore sarei potuto essere io… Be’, il passo fu breve!

Ehi, lo so a cosa state pensando: chi mi credevo di essere? Che volete farci? Scegliere l’eccellenza come metro di paragone, mi ha sempre spinto a dare il massimo. Che poi ci sia riuscito o meno, in fondo per me non ha molta importanza. La cosa davvero importante è che quell’impresa portò alla nascita degli Invisibili… e il resto è storia! 😉

Tutto ciò sta all’orgine della trama del mio romanzo e dello stile di scrittura, ma, per quanto riguarda il tema della storia, cioè quello di cui parla davvero (ogni buona storia, a mio parere, deve affrontare un argomento che appassioni l’autore), devo spingermi ancora più indietro nel tempo.

Il tema de Il segreto di Misty Bay nasce da certe sensazioni che avevo da bambino. Allora mi sembrava che gli adulti fossero spesso incapaci di comprendere le emozioni di noi ragazzi. Avevo qPeterPanuasi l’impressione che gli adulti nascessero già adulti e gli anziani già anziani, mentre i bambini restavano tali per sempre: forse il genere umano è stato colpito da un incantesimo, mi dicevo, e crescendo, ognuno di noi è condannato a trasformarsi in altre persone. Poi m’imbattei nella storia di Peter Pan, con tutti quegli adulti che non ricordano più di essere stati all’Isola che Non C’è, e pensai: “Ecco, il punto è proprio questo: non ricordano! Ma non ricordano perché non possono o perché hanno paura di confrontarsi con il bambino che sono stati?” Questa domanda mi frullò in testa per molti anni e alla fine si trasformò nell’idea di base del romanzo, in cui degli adulti si trovano ad affrontare loro stessi ragazzi. Con gli anni si scende a compromessi, si abbandonano alcuni ideali di amicizia e giustizia… Forse crescere significa questo, ed è un lato di noi con cui prima o poi accettiamo di convivere. Ma farebbe altrettanto il ragazzo che siamo stati?

images4Torna al libro IL SEGRETO DI MISTY BAY

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