FONTI D’ISPIRAZIONE del romanzo ACQUA TAGLIENTE

Quali film, fumetti e libri mi hanno ispirato per scrivere il romanzo? Esistono altri libri in italiano che raccontino buone storie di mostri?

 

alidellanotteCominciai a fantasticare sull’ambientare una storia nel moderno deserto dell’Arizona (USA) nel 1979, quando al cinema vidi un horror di serie B, dal titolo Le ali della notte.

Allora non mi disse più di tanto (anche se lo trovo ancora oggi migliore di pellicole sui pipistrelli vampiri più recenti, come Bats), ma la suggestioala_notte_librone dei rituali hopi continuò lavorare dentro di me, invitandomi ad approfondire, a cercare di saperne di più… per poi immergermi in essi insieme ai miei personaggi.

Rispetto al film, il romanzo pubblicato in Italia ha un titolo leggermente diverso: L’ala della notte. Vi consiglio entrambi.

Il libro del grande Martin Cruz Smith è meglio, ma il film vi aiuterà a visualizzare volti e luoghi in cui si ambienta l’avventura dei WebTV BoyZ.

Sotto potete vederne il trailer originale.

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losqualoIo c’ero.

Nel 1975, quando Lo squalo di Steven Spielberg uscì al cinema, e nulla fu più come prima.

Avevo dieci anni e mi cambiò profondamente. Innanzitutto, diventai un autentico esperto di squali. A scuola, iniziai a perseguitare la mia maestra con ricerche su ogni sorta di squalo. Poi, capii per la prima volta cosa mancasse nella maggior parte dei film di mostri (perché lo squalo non è visto come il pesce che è nella realtà, ma come una figura simbolica, l’incarnazione in zanne e pinne di tutto quanto è spaventoso). A mio parere, la cosa più importante è l’umanità e la simpatia dei personaggi, nelle piccole azioni quotidiane: nella pellicola di Spielberg, non sono mai banali; anzi, sono sorprendenti quanto le scene con il mostro stesso. Sono proprio quei momenti che i produttori e i registi dozzinali trovano inutili, perché ritengono che, in un film di mostri, il pubblico sia principalmente interessato a vedere… i mostri (sangue, azione, effetti speciali ecc. ecc.). Niente di più sbagliato: se noi spettatori non ci affezioneremo davvero ai personaggi, il film non riuscirà mai davvero adappassionarci, non si riserverà uno spazietto nella nostra anima. E i personaggi riescono a farci affezionare solo se ci accolgono nella loro quotidianità, con scene toccanti e, come scrivevo, non banali (ma per questo ci vogliono grandi attori e/o registi che sappiano far apparire credibili i bambini). Per fare un esempio, riporto sotto la scena della cena in famiglia: qui il povero sceriffo (magistralmente interpretato da Roy Scheider) è pensieroso e abbattuto a causa delle prime aggressioni da parte dello squalo; il figlioletto se ne accorge e prova comunque a guadagnarsi un pizzico di attenzione da parte del papà. Potete stare certi che, nei vari séguiti del film (girati da altri registi), scene così non ne troverete. [alzate l’audio al massimo, perché il sonoro è molto basso]

Completava il tutto una buona dose di umorismo, sapientemente dosata, ma che non andava a intaccare la tensione delle sequenze più avvincenti. Insomma, ecco perché le decine di altre pellicole sugli squali non sono altrettanto memorabili. Godetevi il trailer.

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cpers_indexMARTIN MYSTÈRE (1982)

Più di vent’anni fa nasceva una serie a fumetti che, per gli appassionati di fantastico e archeologia misteriosa come me, fu una vera manna: Martin Mystère di Alfredo Castelli (Sergio Bonelli Editore).

Molto prima di romanzi come il Codice Da Vinci, e in maniera meglio documentata, si occupava degli enigmi che si annidano nelle culture antiche o in certe opere d’arte, e azzardava suggestive ipotesi, come sulla scomparsa della civiltà di Atlantide o sul Mostro del lago di Loch Ness.

Nella sezione in allestimento Consigli/Fumetti di questo sito mi dilungherò maggiormente, ma qui mi limito a riconoscere che senza Martin Mystère probabilmente Acqua tagliente non sarebbe mai esistito.linea2

tremorsTREMORS (1980)

Il problema di un appassionato di film di mostri come il sottoscritto è che, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di prodotti mediocri.

Credo che ciò dipenda soprattutto dal fatto che – come ho già accennato a proposito de Lo squalo – in una buona storia l’elemento più importante non è tanto la trama, né l’originalità o (ancora peggio!) gli effetti speciali, ma l’efficacia dei personaggi.

Come possiamo appassionarci davvero a una storia se i personaggi non ci trasmettono delle emozioni e sembrano fatti con lo stampino?

Con Tremors invece… Aaah, che soddisfazione! L’idea di base è geniale (i mostri sfrecciano nel sottosuolo del deserto dell’Arizona come lo Squalo del film fa nell’acqua del mare), il ritmo è sostenuto e frizzante, ma soprattutto i personaggi sono davvero simpatici, grazie anche all’interpretazione dei due attori protagonisti: Kevin Bacon e Fred Ward.

I séguiti (a tutt’oggi se ne contano 5!) non mi hanno detto granché proprio perché i nuovi personaggi non hanno più avuto la dovuta attenzione da parte dei registi successivi, ma il primo non mi stancherò mai di rivederlo.

Ecco il trailer!

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mistphantomsPHANTOMS (1973) e LA NEBBIA (1985)

Trovare un buon “libro di mostri” pubblicato in italiano è piuttosto difficile. Intendiamoci, con “libro di mostri” non voglio intendere vampiri o dinosauri, ma quelle avventure con insetti assassini, ragni mutanti, vermi carnivori ecc…

Se poi ne cerchiamo di buona qualità, allora l’impresa è quasi disperata. Non è il caso di Phantoms di Dean Koontz e della novella “La nebbia” presente nella raccolta di racconti Scheletri di Stephen King (a destra vedete una suggestiva immagine del film che ne è stato tratto). Leggere per credere: vi riconcilieranno con le storie di mostri.linea2

fase4FASE IV: DISTRUZIONE TERRA (1973)

È vero, mi piacciono i film di mostri, ma non per questo mi rassegno alla superficialità. Anche questo film lo vidi quando uscì. Ero un ragazzo e lo trovai stranissimo e, per molti versi, difficile… Però geniale, specialmente dal punto di vista visivo (del resto si tratta dell’unica pellicola firmata da Saul Bass, lo straordinario autore delle sigle di molte pellicole del maestro del brivido Alfred Hitchcock).

La trama si potrebbe riassumere in un duello nel deserto dell’Arizona fra le formiche (di normalissime dimensioni e non gigantesche come nel manifesto), che sembrano avere improvvisamente sviluppato un’intelligenza superiore, e due scienziati incaricati di studiarle, arroccati in una base iperaccessorriata, collocata accanto a uno dei loro suggestivi formicai.

Come assistere a una partita a scacchi. Ho letto anche il romanzo, che però è meno bello.linea2

statiallucinazioneSTATI DI ALLUCINAZIONE (1980)

Così arriviamo alla convergenza tra scienza e spiritualità, tema portante di Acqua tagliente.

Quando vidi questo film ne rimasi sconvolto. Fino ad allora, era già capitato che ogni tanto nel cinema di fantascienza si sfiorassero argomenti di una certa profondità, ma, nella maggior parte dei casi, i registi (o i produttori) preferivano non addentrarsi più di tanto, soprattutto quando si trattava di argomenti “spinosi” come la religione.

Ken Russel invece ci si tuffa senza alcun timore, realizzando una delle rare pellicole (nel cinema spettacolare e d’intrattenimento) in cui si approfondiscono le implicazioni filosofiche, scientifiche e spirituali.

I protagonisti non sono più scienziati belloni e dalla mascella quadrata appena rasata, ma professori universitari che fanno discorsi da professori universitari, senza curarsi troppo che siano accessibili al pubblico.

Chi vorrà, potrà approfondire da sé. In pratica, l’opposto di quanto solitamente ci offrono i film di “effetti speciali”, senza però rinunciare all’azione e alla spettacolarità.

E gli spettatori l’hanno premiato, tributandogli un grande successo commerciale.

Si tratta anche di un’opera che ha avuto un enorme influsso sull’immaginario collettivo, specialmente perché ha presentato per la prima volta al grande pubblico le suggestive “camere di deprivazione sensoriali” (già, come quella che in Acqua tagliente usa Anton Glass per rilassarsi).linea2

contact_filmCONTACT (1997).

Trovo questo film di Robert Zemeckis appassionante. La scena dell’arrivo del messaggio alieno e di come poi viene decifrato, vale già una visione; ma soprattutto trovai stimolante il modo in cui viene affrontato il dilemma della convergenza fra scienza e spiritualità.

Qui si fa in particolare riferimento alla fede cattolica, ma vi si può leggere un discorso sulla spiritualità in senso lato.

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creatorRODOLFO CIMINO e ROMANO SCARPA

Considero Romano Scarpa uno dei miei maestri. Credo di essere diventato scrittore anche per scrivere storie appassionanti e commoventi come le sue di Topolino e di Zio Paperone degli anni ’50/primissimi ’60.

Le avventure di Paperone che mi hanno ispirato per Acqua tagliente, però, sono solo disegnate da Scarpa (e inchiostrate dal grande Giorgio Cavazzano), ma sono state scritte da un altro immenso sceneggiatore, ancora attivo oggi: Rodolfomontagne-trasparenti Cimino.

Il senso di meraviglia che mi animava mentre descrivevo l’organo di pietra nella caverna del primo capitolo è senz’altro debitore a quell’incomparabile atmosfera che si respira in certe sue storie, come “Zio Paperone e le montagne trasparenti” (1971, di a destra ho riportato una pagina) o “Zio Paperone e la montagna parlante” (1969).

 

 

 

 

 

 

 

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