Gli Invisibili 5 - Il paese del non ritorno

Il paese del non ritorno 2011

TRAMA: A Sleepy Swamp, ricca cittadina della Louisiana, gli abitanti vivono nella paura. Nessuno  osa avvicinarsi alle paludi dove sorge Noreturn, il villaggio dei lavoratori delle piantagioni di tabacco della famiglia Leloup, ma soprattutto dove si dice si aggiri il leggendario Tonton Macute, protagonista di un’inquietante filastrocca. Douglas, Crystal, Peter e Magica, ovvero la banda degli Invisibili, si troveranno coinvolti in una vicenda terrorizzante e dovranno cercare di sottrarre se stessi e il “reporter del mistero” Robert Kershaw all’atroce destino dei non-morti.

 

 

 

Poiché i miei due ultimi lavori, L’enigma di Gaia e Acqua tagliente, tra ideazione, documentazione, scrittura e revisione mi avevano impegnato per anni, per questa nuova avventura degli Invisibili desideravo una storia che non richiedesse ricerche troppo laboriose, che fosse più breve e scorrevole. E facesse paura.
Cominciai a guardarmi intorno alla ricerca di un tema che mi appassionasse. Ogni mio libro infatti rappresenta il tentativo di capire meglio me stesso e la realtà che mi circonda.
Riflettei che la cosiddetta “società dei consumi” sembra spingerci a rinchiuderci sempre più fra le mura domestiche, in un continuo accumulo di beni non di prima necessità, apparentemente inconsapevoli che il nostro benessere poggia sulle spalle di altri esseri umani quotidianamente in lotta per la sopravvivenza. Mi domandai quindi se dentro ognuno di noi non si nasconda del malessere per questo stato di cose.
Ritenevo di avere trovato un interrogativo degno di un’avventura degli Invisibili.
Non mi restava che individuare una metafora adatta ad affrontare questo argomento. Nella mia mente comparve l’immagine del film Zombi, in cui i morti viventi affollano le scale mobili di un ipermercato. Il regista George A. Romero fu il primo a vedere i morti viventi come simbolo di una società in crisi, i cui membri si sentono minacciati dai loro stessi simili, ottuse marionette senza raziocinio intente a ripetere all’infinito i gesti cui erano abituate in vita.
Sentivo che questa metafora poteva adattarsi anche alla mia storia e che, nel mio piccolo, avrei potuto affrontarla in un’ottica in parte inedita.

Ci sarò riuscito?
Anche stavolta a voi lettori l'ardua sentenza!

 

Capitolo 11 audio da Gli Invisibili - Il paese del non ritorno 18.44 MB letto da Federica Valenti
Il paese del non ritorno 2011
Il paese del non ritorno 2011