Gli Invisibili. La ragazza fantasma

Gli Invisibili - La ragazza fantasmaTRAMA:
Si può essere morti senza saperlo?
Sarà Douglas a scoprire la risposta quando, sperimentando i suoi poteri, varcherà la soglia tra la vita e la morte. Lì incontrerà Nancy, che non ricorda più nulla di sé, e tenterà di aiutarla a capire che cosa sia rimasto in sospeso dopo il tragico evento che l’ha travolta. Lui e gli Invisibili dovranno così affrontare lo spettro di Testa di Morto, il peggior incubo che abbia mai preso forma.

 

 

Come è nato La ragazza fantasma?
A tredici anni dalla pubblicazione del primo romanzo degli Invisibili, sentivo il desiderio di far tornare i protagonisti nel loro luogo d’origine: la nebbiosa cittadina di Misty Bay, affacciata sull’oceano, dove era ambientata la prima avventura. Nonostante questo salto nel passato, dovevo fare i conti con il mio bisogno di muovermi sempre in nuove direzioni. Se fino ad allora i poteri di Porta di Douglas gli avevano permesso di viaggiare avanti e indietro nel tempo, in questo nuovo libro avrei voluto concentrarmi maggiormente sulla sua possibilità di creare varchi anche tra le dimensioni parallele alla nostra.

Ricordai che un giorno Giovanna mi aveva parlato del libro che stava leggendo, Amabili resti di Alice Sebold (2002, Edizioni E/O): la storia della quattordicenne Susie Salmon, che viene uccisa dal suo vicino di casa. Susie si ritrova in un limbo, da dove ha la possibilità di assistere, senza poter intervenire, alle vicende terrene della famiglia, degli amici e anche del suo assassino.
Mi dissi: “Come sarebbero state diverse le cose per Susie, se avesse avuto gli Invisibili ad aiutarla!” E subito dopo: “Perché non provare a buttar giù davvero quest’idea?”
Per non essere influenzato dall’opera originale, decisi di non leggere Amabili resti finché non avessi terminato di scrivere la mia versione della storia.

Mi avvicinai agli studi su chi racconta di avere avuto esperienze fra la vita e la morte e mi resi conto che ne esistono fondamentalmente di due tipi: OBE (Out of Body experience), in italiano Esperienza fuori dal corpo, e NDE (Near Death Experience), Esperienza di pre-morte. In sintesi, potremmo dire che si parla di OBE quando una persona nel corso di un incidente o di un intervento in anestesia vede se stesso dal di fuori, generalmente dall’alto, come se si ritrovasse a fluttuare contro il soffitto; nel secondo caso, un individuo ripresosi dal coma o da un arresto cardiaco racconta di avere visto la famosa “luce in fondo al tunnel” che lo attraeva a sé. In entrambe le eventualità, per la maggioranza degli scienziati si tratta di allucinazioni, ma alcuni, che credono nel potere della coscienza di separarsi dal corpo, parlano di temporanei viaggi attraverso dimensioni parallele. C’è anche chi sostiene che, grazie a pratiche spirituali o con uno specifico allenamento, sarebbe possibile per la coscienza visitare queste dimensioni nel corso di “sogni a occhi aperti”. In questo caso si tratterebbe di Sogni lucidi.

Nelle mie ricerche m’imbattei in un’altra teoria parascientifica (cioè al limite della scienza e tuttora in corso di verifica): la non-località della coscienza dello studioso inglese Rupert Sheldrake, in base alla quale la nostra coscienza non risiederebbe nel cervello, che fungerebbe solo da ricetrasmittente fra il nostro corpo fisico e un Campo d’Informazione al quale attingono tutti gli esseri umani. Solo temporaneamente la nostra coscienza abita un corpo fisico e, dopo la morte, torna al Campo d’Informazione per proseguire il proprio percorso evolutivo.

Mettendo insieme l’ipotesi di Sheldrake, i sogni lucidi e le esperienze fuori dal corpo o di pre-morte, ho cercato di indagare su come Douglas potesse muoversi fra le dimensioni. Ovviamente, nulla di quanto descrivo nel libro è basato su prove scientifiche, ma del resto molta dell’attuale fisica teorica più avanzata non si basa su presupposti scientifici: la teoria delle stringhe ipotizza l’esistenza di ben 11 dimensioni parallele alla nostra di cui non siamo consapevoli, mentre Stephen Hawking, una delle più grandi menti contemporanee, paragonato da molti ad Albert Einstein, arriva a teorizzare l’eventualità di un numero infinito di universi paralleli.

Non so se si tratti di scienza o di fantascienza. Ciò che mi affascina è il pormi le classiche domande: “Cosa succederebbe se…?” o anche: “Se fosse vero, come potrebbe ripercuotersi sulla nostra vita quotidiana?” In una parola, fantasticare.

E’ questo che ho sempre risposto ai lettori che mi chiedevano se credessi davvero ai fantasmi, ai poteri soprannaturali e alle ipotesi parascientifiche che popolano le avventure degli Invisibili. D’ora in avanti, credo risponderò: “Non so se in questa realtà esistano davvero… Ma nelle altre?”

Ringraziamenti
Negli ultimi libri ho voluto affrontare interrogativi al confine tra scienza e spiritualità. Il tema portante de La ragazza fantasma è la non-località della coscienza: la mente e la coscienza coincidono con il cervello o risiedono al di fuori di esso?

La sfida di affrontare queste domande in libri per giovani lettori, è stato uno degli aspetti di questa serie che più mi ha appassionato e spero abbia coinvolto anche le persone splendide con cui ho avuto la fortuna di collaborare.

Come è ormai consuetudine, inizio i ringraziamenti da Anna Lazzeri, da sempre la mia brillante editor, che tormento con le teorie parascientifiche più strampalate. Lei mi aiuta a sviscerarne le implicazioni etiche e morali, a eliminare il superfluo e a renderle comprensibili. Ritengo la sua collaborazione irrinunciabile.

Sono inoltre coadiuvato da Giovanna Canzi e Alessandra Berello di Atlantyca Dreamfarm, con le quali mi scuso per i continui ripensamenti e ritardi. Grazie di cuore per la pazienza!

La parte grafica è stata curata da Andrea Mantovanelli. Ciao, Andrea. Ben arrivato nel mondo degli Invisibili!

E grazie ovviamente anche a Marcella Drago, che ha creduto nella riproposta della serie.

In De Agostini ringrazio Valentina Deiana, per aver dato un’ultima competente occhiata alle bozze, e Maria Antonietta Benasciutti per la sua sollecita assistenza.

A Maria Luisa Borsarelli va il merito di avere fatto sì che le avventure degli Invisibili possano essere lette anche in Belgio, Cile, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Turchia, Ucraina e Ungheria.

Sul mio sito ho realizzato delle sezioni per i lettori delle varie lingue: Anja Maluck ha curato la traduzione in lingua tedesca; Claudia Fernandez in spagnolo; Christelle Dudek in francese; Rafael Rossi in polacco; Judit Ondrejička in ungherese; Mike Long in inglese. Appena ne avrò la possibilità, aggiungerò le altre lingue!

Anche questa volta la copertina è opera di Paolo Barbieri, uno dei più grandi illustratori italiani. Sono convinto che una collaborazione affiatata fra scrittore e illustratore, giovi a entrambi. In questo caso, per esempio, avevo difficoltà a caratterizzare il personaggio di Testa di Morto e, sapendo che a Paolo non dispiacciono le libere interpretazioni, gli chiesi di visualizzarlo. Quando vidi il suo bozzetto, tutto mi fu chiaro. Se lo troverete un personaggio suggestivo, gran parte del merito andrà attribuito al suo talento. Grazie, Paolo. Spero di poter lavorare ancora insieme!

Sento di avere un grande debito di riconoscenza nei confronti di Roberto Emprin del Servizio LGBT di Torino (sportello per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere), per la consulenza e per avermi consigliato e prestato libri e dvd. Roberto, la storia si è in parte sviluppata in un’altra direzione, ma la tua disponibilità mi è stata comunque preziosa.

Anche in questa occasione mi sono avvalso del confronto con gli psicologi e psicoterapeuti Claudio Foti e Giovanni Repetto. Grazie per avermi aiutato a sviscerare le motivazioni di Nancy e di Testa di Morto.

Un ringraziamento affettuoso a Davide G. G. Caci, sceneggiatore di fumetti (segnalo fra i suoi lavori l’ottima miniserie Law, edizioni Star Comics, scritta con Giorgio Salati), che ha chiarito i miei dubbi per una questione legale che ho trattato nel racconto.

Quest’avventura era nelle premesse ancora più complessa e lunga di come appare nel libro. Amici come Andrea Lioy, il collega scrittore Daniele Nadir e Fiorenzo Ponti in momenti diversi mi hanno aiutato a sviscerarne i passaggi più complessi e a scartare le idee non indispensabili. Alcune delle loro trovate sono presenti in questa storia, altre potrebbero trovare spazio in un’avventura futura… Incrociamo le dita!

Un pensiero è per le insegnanti e gli insegnanti, per le bibliotecarie e i bibliotecari che, con i loro sforzi per portare avanti la promozione alla lettura, negli anni hanno contribuito al successo degli Invisibili. I personaggi dei miei libri potranno anche sembrare eroi o supereroi, ma tutti noi sappiamo che, nel desolante panorama italiano per la cultura e la scuola, le vere eroine e i veri eroi sono loro.

E grazie ancora alla paziente compagna Giovanna, senza la quale questa serie semplicemente non esisterebbe. Le storie di Crystal e Douglas non sono che il riflesso di quelle che, insieme a lei, vivo tutti i giorni da più di vent’anni a questa parte.

Grazie a tutte queste persone e alle altre che mi hanno aiutato e sostenuto negli anni, lavorare agli Invisibili è stata un’esperienza di vita e di crescita davvero appassionante.
Vi voglio bene, ragazzi!

Giovanni Del Ponte
Torino, 15 gennaio 2013

Leggi i primi 3 capitoli

Gli Invisibili. La ragazza fantasma, per la stampa – Primi capitoli .pdf, 404 KB
Gli Invisibili. La ragazza fantasma, per E-reader – Primi capitoli .pdf, 510 KB

Audio

Ascolta il prologo e il primo capitolo letti dall’attrice Federica Valenti!

Wallpaper

Gli Invisibili - La ragazza fantasma Wallpaper
I edizione De Agostini, 2013 – Illustratore Paolo Barbieri – 1600×823, 1,04 mb

Extra e approfondimenti

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FONTI D'ISPIRAZIONE


LA SPETTRALE CLINICA IN FONDO AL MARE è l'altra grande protagonista del libro: vuoi approfondire la sua conoscenza?
obe

OBE e NDE
Rupert

RUPERT SHELDRAKE e la non-località della coscienza
paralel

UNIVERSI PARALLELI
Hikikomori_0

HIKIKOMORI, chi o cosa sono?
Salone_0

Presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino 2013
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